Domenica del Corriere La Vangadizza
 
 
 


Via Sant'Alberto e altri racconti. La Parrocchia e le parrocchie

Notevole la ripresa delle attività parrocchiali con Don Loreno De Scolari, prete colto e intelligente, che aveva riattivato tutte le iniziative d’azione cattolica e fuci e l’attività caritativa. Don Loreno si serviva del cappellano, di due gruppi di suore quelle bianche e quelle nere secondo la tradizione e il linguaggio badiese, d’alcuni studenti del seminario tra i quali spiccavano Cordioli e Ferrari poi diventati sacerdoti e di molti laici tutti tesi ad un’attività d’apostolato. Ripresero le Messe, caratteristiche non solo nei giorni di festa ma anche nei giorni feriali e un’attività oratoriana quantitativamente incredibile. L’Attività oratoriana in pieno estate si prolungava anche alla sera fino a mezzanotte.
La spinta veniva dal Papa ovviamente, ma a Badia trovava un terreno fertile; il motto anche per i laici era: apostolato, apostolato, apostolato.
Quasi nessuno mancava la Messa alla Domenica.
Ad Ottobre ripresero le scuole e a Badia riaprirono tutte: elementari, Medie, Avviamento, Magistrali, Tecniche; Scarsi i mezzi ed approssimativi i locali ma grande l’impegno.
Estate del quarantacinque a Badia: una finestra vivente verso il futuro.
Non tutti i propositi si realizzeranno; la popolazione era abbondante, il lavoro scarso, le fabbriche eccetto lo zuccherificio, non c’erano più. In politica arriveranno le elezioni, la scelta per la Repubblica, la Costituzione; ma i polesani cominciarono ad emigrare a Milano e Torino per lavorare e vivere, molto prima della famosa alluvione d’Occhiobello. La popolazione a Badia iniziò un periodo di diminuzione e declino.
» Vai al quarto racconto: La bomba atomica
» Vai alla prima pagina dei Racconti