Sempre più persone apprezzano Il Museo Baruffaldi di Badia Polesine, ideato e sviluppato nella sua intera vita da mio zio Ivan Tardivello. Ma pochi sanno che l'ideatore e il primo collezionista è stato mio nonno Valentino, il papà dello zio Ivan. Valentino Tardivello era nato poverissimo, ma, come mi ripeteva spesso, nobile di nascita. La nobiltà dei propri avi è, di solito, il primo motore di un ricercatore e di un collezionista. Valentino cercava e collezionava oggetti che appartengono alla storia della sua città, Badia, che amava immensamente. "Badia è molto più importante di quello che sembra oggi" mi diceva. Badia è stata grande perchè sede per quasi 800 anni di una importante Abbazia, ha un santo protettore, San Teobaldo, che è importante e noto soprattutto in Francia. Mio nonno ripeteva spesso che Badia avrebbe dovuto avere un suo Museo, e una biblioteca, come una vera città. Questi suoi profondi convincimenti, veri e propri sogni, li ha trasmessi al suo primogenito Ivan, che fin dalla tenera infanzia ha imparato come si cercano oggetti, come si conservano e come si descrivono. La prima sede del museo fu l'abitazione di mio nonno in Via Sant'Alberto, una casa molto grande con ben più di 12 stanze più servizi. Una di queste era adibita a museo e un'altra, la cosiddetta "camera scura" custodiva altri oggetti preziosi come le armi della prima guerra mondiale (ricordo ancora con orrore la baionetta). Il gioco "segreto" mio e di mio zio Aldo, il più giovane dei Tardivello, che era un po' discolo, era quello di aprire la stanza del "museo" e guardare tutti quegli oggetti uno ad uno cercando di interpretare la loro funzione. Se un giorno Badia volesse rendere omaggio a questo grande badiese che, con la sua passione e il suo amore per la sua città, ha dato tanto, ed è stato di fatto il primo promotore e sostenitore anche finanziario del Museo, ne sarei davvero felice. Francesca TEDESCHI DI DARIO » Scarica tutto il racconto "Ivan e il futuro" (file .pdf) » Per visitare il Museo Baruffaldi
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