“Il Museo
Oggi è il Museo cittadino Baruffaldi inserito nella rete regionale. Un’opera quindi di grande
valore culturale per Badia e non solo. Quando nacque questa idea è difficile saperlo anche
perché il difetto principale di Ivan era quello di non comunicare e valorizzare le proprie
iniziative. Probabilmente l’idea nacque un po’ alla volta ed ha avuto come epoca
d’interesse la prima Guerra Mondiale che fa parte del sesto capitolo del Museo attuale, ma
che forse rappresentò il punto di partenza. Vi sono molti indizi: il dialogo con il padre che
raccontava con dovizia di particolari quella storia avendola vissuta. L’incontro con
personaggi che avevano condiviso con Valentino la Grande Guerra tra i quali un certo
Piazza parmense d’origine e residenza. Sappiamo delle sue visite nei luoghi del fronte:
con i figli Ivan e Tito sull’Altopiano d’Asiago, Il Grappa, Il Montello, Il Piave, L’Isonzo, il
Monte s. Michele, Redipuglia e le zone bresciane di quota 408. Quando la massa girava al
massimo in moto (da ricordare il galletto della moto Guzzi), Ivan poteva disporre di una
macchina, piccola come la 500°A, a balestra lunga, ma sempre automobile e quindi potè
scandagliare luoghi e persone della prima guerra mondiale con la possibilità di fare
verifiche puntuali in famiglia. Iniziò anche la raccolta partendo dalle divise, dalle
medaglie, dai cimeli di badiesi che avevano partecipato a quel conflitto. Il Museo di Badia,
oggi documenta la grande guerra in modo esaustivo, compreso i reperti del padre classe
1896 mitragliere del 114 Rgt Fanteria; certo vi sono altri musei che l’hanno fatto magari
più in grande e con dovizia maggiore di mezzi, ma anche Badia con il suo Museo
Baruffaldi rappresenta una memoria visiva che è anche descrittiva insieme per
l’abbondanza di particolari. Ivan non era innamorato di quella guerra e probabilmente
condivideva l’opinione del Padre che, quella guerra fu tremenda ed inutile insieme. Una
tragedia Europea e che oggi da alcuni storici la definiscono una grande guerra civile
europea. Scoppiò per una banalità anche se grave, le nazioni decisero di suicidarsi nel
mentre poteva sorgere la grande Russia e sopratutto la grande America. Un suicidio per
la verità incompleto, grave e mal riuscito. Una tragedia da raccontare per Ivan, da
raccontare ai badiesi e soprattutto alle generazioni future. » Valentino Tardivello, il primo ideatore e finanziatore del Museo di Badia (a cura di Francesca Tedeschi) » Scarica tutto il racconto "Ivan e il futuro" (file .pdf) » Per visitare il Museo Baruffaldi
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