Piazza Vittorio Emanuele II a Badia Polesine
  A Badia si seppe tutto e subito e le discussioni ...
 
 


Via Sant'Alberto e altri racconti. La Bomba Atomica

Lo spartiacque dell’estate 45 è definibile in tanti modi; l’emergere di due superpotenze vincitrici: Stati Uniti ed Unione Sovietica, contrapposte ma obbiettivamente nuove dominatrici del mondo, la rinascita cinese, la fine del colonialismo Europeo soprattutto inglese, la frantumazione degli imperi centrali: in definitiva un nuovo equilibrio mondiale. Invece del terzo Reich millenario, del fascismo e dell’Impero Giapponese nel pacifico, ci trovammo in tutt’altro equilibrio. Vi è poi l’esplosione della navigazione aerea e della tecnologia. Gli effetti delle invenzioni del diciassettesimo, diciottesimo e diciannovesimo secolo, si concretizzano nel ventesimo, con l’esplosione tecnologica. Le due guerre mondiali hanno dato in questo senso il loro contributo.
Soprattutto lo spartiacque si realizza con la questione atomica. L’otto Maggio del 45 era finita definitivamente la guerra in Europa riversa questa, sui disastri e sulle distruzioni, ma la guerra prosegui per qualche mese in estremo oriente perché il Giappone “dell’Imperatore Dio” non riusciva ad arrendersi: una specie di paranoia di stato e di nazione.
L’America (Stati Uniti) guidata da Truman che era successo a Roosvelt, si pose il problema di abbreviare il conflitto, diminuendo il numero di morti, feriti e danni. Il problema si poteva risolvere alla “Normandia” e cioè sbarcando sul suolo giapponese magari non vicino a Tokio, ma nemmeno molto lontano. Sembrava un’impresa difficile ma possibile però, con un corrispettivo di gravi perdite da entrambi le parti. La guerra contro il Giappone era in pratica solo sostenuta dagli americani perché gli inglesi avevano esaurito la loro forza in Europa, la Cina non aveva ceduto ma aveva il suo territorio invaso ed inoltre era divisa al proprio interno tra nazionalisti e comunisti; la Russia si era mantenuta neutrale fino a Giugno del 45 e poi per onorare gli impegni con gli alleati, iniziò un’azione antigiapponese in Manciuria.
Negli ultimi tre anni di guerra si era aperta una corsa segreta tra la Germania Nazista e gli Stati Uniti, per la costruzione della Bomba Atomica. Su quest’argomento si sapeva molto e soprattutto si sa molto oggi dopo la conoscenza dei carteggi, delle lotte, del confronto a distanza. I film sul tema hanno documentato la portata del confronto. Hitler non arrivò in tempo per fortuna di tutti, ma subito dopo la resa incondizionata della Germania, nel deserto del Nuovo Messico gli americani, fecero esplodere la propria bomba atomica sperimentale e fu un successo superiore ad ogni previsione. Dopo questo esperimento e sulla base di valutazioni tecniche e militari, Truman decise di impiegare la nuova terribile arma per porre fine al conflitto nel Pacifico. L’industria nucleare americana diede un saggio della sua efficienza ed efficacia, producendo in poco tempo un certo numero di bombe a fissione nucleare, trasportabili su lunghe distanze dalle potenti Fortezze Volanti, sganciabili dopo l’adatto innesto e con la possibilità di esplodere ad una certa altezza dal suolo e quindi funzionanti a tempo e non ad impatto.
Su questo argomento si sa tutto: il sei Agosto “45” di quell’estate storico, la prima bomba esplose a Hiroschima e il 9 Agosto la seconda a Nagashachi (Giappone).
Gli effetti andarono al di la di ogni previsione e il Giappone trattò subito per la resa che si concluse pochi giorni dopo con la famosa firma tra il generale Mc Arthur per l’America e l’Ammiraglio Hirohito per il Giappone, sulla portaerei americana Missouri. Gli effetti politici della presenza atomica furono però nettamente superiori agli effetti delle due bombe atomiche: iniziò la corsa nucleare tra le due superpotenze, seguite da altre potenze, iniziò la lunga guerra fredda, si formò un equilibrio mondiale basato sul terrore, non scoppiò la terza guerra mondiale.
Le discussioni e le polemiche sulla bomba atomica, sono continuate e continuano ancora: dopo di quell’agosto la Storia ha girato davvero pagina.
A Badia si seppe tutto e subito e le discussioni soprattutto tra chi aveva qualche conoscenza della struttura dell’atomo, furono infuocate ed acerrime: i pessimisti ipotizzavano la distruzione del pianeta, mentre gli ottimisti ipotizzavano la disponibilità infinita di energia a basso costo. Queste due previsioni non si sono ancora verificate.


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