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Sono nato alla Malopera. Malopera è una via, un canale d'irrigazione, un piccolo mondo tra il grande fiume, l'Adige e la città. La città è Badia Polesine. Mi chiamo Nadir Tedeschi e mio papà Giovanni, detto Romano, bracciante agricolo, mi registrò al comune di Badia l'11 agosto del 1930. A Badia ho trascorso l'infanzia e la giovinezza: scuole elementari e avviamento, poi la Tecnica Enzo Bari fino all'esame d'ammissione all'Istituto Industriale Ferruccio Viola di Rovigo. Su e giù con la littorina, come tanti altri ragazzi come me. E come tanti ragazzi mi sono pagato gli studi lavorando anche nelle famose campagne estive allo zuccherificio di Badia con mansioni diverse. Fino a quando sono stato assunto dalla Ima di Verona come operaio qualificato. Era l'Ottobre del 1952, avevo 22 anni. Un passo avanti importante due anni più tardi, quando sono stato assunto come impiegato disegnatore progettista alla Olivetti di Ivrea e poi come tecnico Olivetti-Bull sulle macchine a schede perforate. Iniziava l'era del calcolatore.
La mia carriera passa per la Olivetti: dal Maggio 54 al Febbraio 1971. E anche la mia vita cambia. Mi sposo nel settembre 1955. Abito e lavoro a Venezia. Ma un anno più tardi sono già a Milano. Immigrato. Ho iniziato da impiegato di terza b e ho terminato come dirigente industriale. Dal 1967 al 1993 sono impegnato politicamente in un partito politico nazionale con diversi incarichi cittadini, provinciali, regionali e nazionali. Sono prima Consigliere Comunale, poi Consigliere Provinciale e quindi Deputato dal Luglio 1976 al Giugno 1987. In Parlamento sono stato relatore tra l'altro, sul tema del lavoro nella Riforma Sanitaria. E promotore della legge sul part-time. Nel 1980, il 1 aprile, le Brigate Rosse mi "gambizzano".
Ho assunto diversi incarichi amministrativi: come direttore commerciale e poi Presidente della SIT (Società, italiana termoimpianti), presidente di Lombardia Informatica e quindi come consigliere della Sacra Famiglia, per 20 anni. Dal 1989 al 1995 sono stato presidente della Casa di Cura Ambrosiana. Oggi, sono presidente CEIIL, presidente della Fondazione Clerici e presidente Formatch s.r.l. Sono autore di pubblicazioni sul lavoro e sull'informatica. E come quasi tutti gli italiani, sono poeta dilettante. Ho tre figli e due nipoti. E vorrei lasciare loro qualche impressione della mia città natale.
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